4 April 2026

Restart (Italy)

Rapporto sullo Stato dell’Industria Nucleare Mondiale 2025 (WNISR 2025)

Confronto fra la diffusione della energia nucleare e le rinnovabili
Source : Rapporto sullo Stato dell’Industria Nucleare Mondiale 2025 (WNISR 2025) https://www.restartrivista.it/rapporto-sullo-stato-dellindustria-nucleare-mondiale-2025-wnisr-2025/marisi

by Michele Arisi • 31 March 2026

Nel numero 19 di Restart avevamo anticipato che avremmo approfondito, nei numeri successivi l’analisi del report WNISR2025 (World Nuclear Industry Status Report 20251), pubblicato a settembre 2025.

Le principali fonti di informazioni e dati del report includono agenzie governative e private, contributi accademici, think tank, informazioni aziendali e governative che permettano di monitorare l’andamento dello sviluppo della produzione di energia dalle varie fonti; i dati e le informazioni su cui si basa il report sono quindi facilmente rintracciabili e controllabili.

In questo breve articolo focalizziamo l’attenzione sul capitolo dal titolo “NUCLEAR POWER VS. RENEWABLE ENERGY DEPLOYMENT” che confronta i dati economici e di produzione delle varie fonti di produzione di energia elettrica (nucleare, rinnovabili, carbone e olio combustibile).

La prima considerazione riguarda il momento particolare che stiamo attraversando, inflazione, incertezze politiche, guerre, incertezza normativa, calo della fiducia degli investitori hanno creato un ambiente poco favorevole alla transizione energetica rispetto agli anni precedenti. Questa tendenza è stata controbilanciate da un notevole calo dei prezzi e da significativi avanzamenti tecnologici che hanno aperto nuove prospettive alle rinnovabili.

Altra considerazione è che il costo delle batterie sta diminuendo drasticamente e questo rende più conveniente lo stoccaggio di energia elettrica da fonti rinnovabili (in particolare fotovoltaico ed eolico), che con l’accumulo in batteria diventa sempre più importante nel processo di transizione.

Il sistema di produzione, stoccaggio, distribuzione dell’energia elettrica si fa più complesso e deve essere sempre più integrato per rispondere alle nuove esigenze della produzione e del consumo di elettricità. Per l’importanza di queste evoluzioni il report dedica un capitolo alla integrazione del sistema (CHALLENGES OF INTEGRATING NUCLEAR POWER INTO THE ENERGY SYSTEM). Questo capitolo verrà analizzato nei prossimi numeri di Restart.

Un dato rilevante, nei mesi di aprile, maggio e giugno 2025 per la prima volta la generazione di elettricità da fotovoltaico ha superato il nucleare (Figura 60).

Il fotovoltaico sta crescendo velocemente anche grazie ai costi di produzione favorevoli, e si appresta a superare sia il nucleare sia l’eolico.

I tre indicatori statistici che descrivono lo sviluppo della produzione di energia elettrica sono gli investimenti misurati in US$, la capacità di generazione di energia elettrica misurata in GW e la elettricità generata misurata in TWh. A questi, per valutare correttamente lo sviluppo e le tendenze del mercato, può essere aggiunta la stima dei costi di produzione dalle varie fonti.

Investimenti

Se guardiamo agli investimenti, secondo l’agenzia BloombergNEF 2, quelli in fotovoltaico sono aumentati del 22% nel 2024 a fronte di un calo degli investimenti nell’eolico del 16%, mentre quelli in nucleare nello stesso periodo sono sostanzialmente invariati, da 33 US% nel 2023 a 34 US$ nel 2024 (Figura 61).

Facendo sempre riferimento a BNEF, gli investimenti in energia nucleare nel 2024 sono il 5% di quelli in energie rinnovabili; in US$ 34 mld in nucleare contro 728 mld in energie rinnovabili.

Guardando la distribuzione regionale degli investimenti in energia nucleare si evidenzia che fra il 2023 e il 2024 vi è stato un calo nelle Americhe (-26%) ed in Europa (-10%), compensato da aumenti in Cina (+25%) e in Russia (+60%).

Per quanto relativo alle rinnovabili, a fronte del lieve declino degli investimenti negli Stati Uniti ed in Europa, vi è stata una forte crescita in Cina e nei paesi Asiatici.

Sviluppo dei costi di generazione di energia elettrica

L’analisi dell’andamento dei costi delle differenti tecnologie di produzione si basa sul calcolo del LCOE (costo livellato dell’energia) fornito, principalmente per il mercato degli Stati Uniti, dalla banca di investimenti Lazard.

Malgrado il clima non favorevole (tassi di interesse e costi inflazione in crescita, clima politico sfavorevole, soprattutto in Europa e negli Stati uniti, …), il costo delle rinnovabili (fotovoltaico ed eolico a terra) è oggi altamente competitivo in confronto con Gas ( -25%) e fortemente competitivo con Carbone ( -50%) e nucleare ( -66%). (Figura 64)

I dati storici di LCOE evidenziano anche il notevole calo del costo delle rinnovabili negli anni dal 2009 al 2024, -84% per il fotovoltaico e -55% per l’eolica onshore, mentre nello stesso periodo il costo del nucleare è cresciuto del 47% e quello del carbone del 10%.

Come detto il valore di LCOE fornito da Lazard si basa sui dati degli Stati Uniti, altre fonti evidenziano un continuo calo nel costo del fotovoltaico anche in altre regioni. L’ultimo rapporto del Fraunhofer ISE4 tedesco (Istituto per gli Studi sull’Energia Solare) afferma che: “A causa della crisi del coronavirus e delle relative perturbazioni alle catene di approvvigionamento e commerciali, i prezzi di mercato sono aumentati notevolmente nel 2022 e a volte alcuni prodotti non erano disponibili in quantità sufficienti. Nel 2023 i prezzi sono scesi di nuovo e hanno continuato a scendere nel 2024”.

Tuttavia, il calcolo del LCOE, pur essendo un importante indicatore, non tiene conto della disponibilità temporale dell’energia. Questa disponibilità è influenzata da vari fattori ed è importante soprattutto per fotovoltaico ed eolico per i quali l’intermittenza della produzione è legata principalmente alle condizioni metereologiche e di irradiazione solare. Anche l’energia nucleare è soggetta ad irregolarità di produzione a causa di interruzioni dovute a manutenzioni programmate e straordinarie, rifornimento di combustibile, guasti, , interruzioni causate dalla siccità estiva che riduce la portata dei fiumi e di conseguenza la disponibilità di acqua per il raffreddamento, come successo negli ultimi anni in Francia.

Nella valutazione intervengono anche considerazioni sullo stato della rete di distribuzione che deve essere adeguata alle modalità di immissione e di consumo di corrente. A queste problematiche, come già detto, WNISR dedica un capitolo (Challenges of Integrating Nuclear Power into the Energy System).

Per trovare un metro di paragone utile che non dipenda dalle caratteristiche della rete e dalla intermittenza di erogazione, si può fare riferimento allo stoccaggio di energia richiesto da una particolare fonte per fornire un determinata e costante quantità di energia per un periodo definito.

In questo ambito, la costante e notevole diminuzione dei costi delle batterie è un fattore che facilita la stabilizzazione della produzione da fotovoltaico, favorendone l’utilizzo in contesti in cui si necessita di erogazione 24 ore su 24.

Dopo una risalita dei costi fra il 2022 e il 2023, il costo delle batterie è crollato del 40%, e la previsione è che cali ancora nei prossimi anni grazie a nuove tecnologie e all’aumento di produzione, dovuto anche alla crescita del mercato dei veicoli elettrici (Figura 66).

Questo crollo dei costi influenzerà nei prossimi anni l’installazione di sistemi basati sul fotovoltaico in grado di erogare elettricità 24 ore su 24 a costi competitivi.

Una stima effettuata dal Think Tank EMBER5 porta a valutare un costo per il fotovoltaico dispacciabile (fotovoltaico + stoccaggio in batterie) di circa 76 US$/MWh, competitivo con le fonti fossili e molto inferiore a quello di carbone e nucleare.

Capacità installata e generazione di elettricità

Un confronto fra le diverse fonti di produzione di energia elettrica non può essere fatto sulla capacità installata in quanto il fattore di carico (misura quanto l’utilizzo effettivo dell’energia si avvicina alla massima potenza richiesta) delle diverse fonti è differente. Per questo è meglio confrontare la elettricità generata (la produzione di energia elettrica misurata in MWh) per avere una idea più precisa delle proporzioni di crescita.

Nella Figura 67 è riportato l’andamento di entrambe le quantità negli ultimi 25 anni per fotovoltaico, eolico e nucleare. Si può notare la crescita “esponenziale” delle curve relative ad eolico e fotovoltaico a fronte di un andamento pressoché stabile di quelle relative al nucleare.

Se analizziamo la percentuale di crescita dal 2015 al 2024 della quantità totale di energia prodotta annualmente (Figura 68), eolico, fotovoltaico più le altre rinnovabili sono cresciute del 236%, mentre il nucleare solo del 9,4%.

Malgrado la crescita notevole della produzione di energia rinnovabile non-idro nel 2024 (+670 TWh), questa copre solo il 52% dell’aumento mondiale della produzione di energia elettrica (+1293 TWh), valore in calo rispetto ai valori relativi alla decade 2014-2024, nella quale le rinnovabili non-idro avevano coperto il 57% dell’aumento di produzione di energia elettrica.

Nel caso in cui il tasso di crescita annuale della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili mantenga la stessa tendenza del 2024 anche nei prossimi anni, nel giro di tre o quattro anni l’aumento di produzione sarebbe coperto totalmente dalle rinnovabili e entro il 2038 la loro produzione eguaglierebbe i consumi. Tuttavia, questo caso è ritenuto improbabile in molti scenari a causa di ostacoli politici e della difficoltà nell’adeguare l’intero sistema di gestione dell’energia elettrica alle fluttuazioni tipiche delle rinnovabili.

Ad esempio BloombergNEF nel suo scenario scrive: “Il nostro scenario di base non raggiunge gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, con le emissioni che scendono solo del 22% entro il 2050—ben lontano dallo zero netto—ed è coerente con 2,6°C di riscaldamento globale entro il 2100”, mentre IRENA e IEA continuano a sottolineare che le politiche attuali non sono sufficienti per raggiungere l’impegno di triplicare l’implementazione dell’energia rinnovabile e mantenere il cambiamento climatico entro 1,5°C”.

Fotovoltaico e batterie

Secondo WNISR, il 2024 potrebbe configurarsi come un anno di svolta per il sistema energetico. Il rapido calo del prezzo delle batterie potrebbe contrastare gli ostacoli che sembrano rallentare una forte crescita del fotovoltaico nei prossimi anni, contraddicendo le previsioni di SolarPower Europe6 (SPE) di un rallentamento nella sua crescita. Bisogna però dire che varie agenzie, fra cui la stessa SPE e IEA, hanno regolarmente sottostimato negli anni la crescita del fotovoltaico, contraddette poi dall’effettivo andamento del mercato.

La causa di questa previsione conservativa risiede nella scarsa capacità del sistema di assorbire una elevata quota di energie ad alta fluttuazione temporale come è il fotovoltaico, cosa che richiede investimenti per un adattare le reti alla flessibilità necessaria.

Per valutare la capacità della rete di assorbire e gestire la fluttuazione giornaliera e stagionale di produzione da fotovoltaico o da eolico si può far riferimento alla misura delle ore di prezzi negativi dell’energia. Questo indicatore valuta le ore in cui si verifica una sovrapproduzione temporanea di energia rispetto al consumo. Se guardiamo all’andamento cumulativo delle ore con prezzo negativo in Europa (Figura 71) si vede chiaramente che queste sono in aumento con l’aumento della diffusione delle rinnovabili non idriche. Per ovviare al problema, oltre alle politiche di incentivo dell’uso della elettricità nelle fasce di maggior produzione, l’accumulo con batterie è una soluzione che sta prendendo sempre più piede e che ha costi sempre minori.

La crescita dell’utilizzo dell’accumulo di energia elettrica è evidente se guardiamo all’incremento registrato dal 2020 al 2024 nella capacità di accumulo dei Sistemi di Stoccaggio dell’Energia a Batteria (BESS) stazionari (figura 72). Il principale motore di questa crescita è stata l’area dell’Asia-Pacifico. Invece, per quanto relativo alla UE, la crescita è stata poco rilevante.

Anche se la crescita di capacità di accumulo a livello globale è stata notevole, nel 2024 ha raggiunto i 360 GWh, questo valore corrisponde solo al 6% della produzione media giornaliera di fotovoltaico.

È anche vero che se estrapoliamo i tassi di crescita del 2024 della generazione di elettricità FV (+28 per cento) e della capacità energetica di accumulo BESS (+87 per cento), le batterie sarebbero in grado di immagazzinare la produzione solare giornaliera media nel 2032. Questa stima tiene però conto dei soli sistemi statici, e quindi aggiungendo i sistemi dinamici (ad esempio la possibilità dei veicoli elettrici di integrarsi alla rete per rilasciare nella rete stessa l’energia accumulata nelle loro batterie), si potrebbe avere un ulteriore avanzamento del taso di crescita BESS.

Il calo dei costi delle batterie potrebbe avere anche l’effetto di stimolare la crescita dello stoccaggio su piccola scala “dietro il contatore” (behaind the meter). I prosumer, chi produce in proprio una parte o tutta l’energia che consuma, potrebbero avere un ruolo importante nella crescita dell’utilizzo del fotovoltaico con accumulo. I margini di crescita di questo mercato, con il calo dei costi, possono essere importanti contribuendo in modo significativo alla transizione energetica, anche in presenza di politiche governative che non lo incentivano e di reti non ancora adeguate a gestire le fluttuazioni del fotovoltaico.

Conclusioni

Dall’analisi sulla diffusione delle rinnovabili e dell’energia nucleare, emergono diversi punti chiave:

Per approfondire

1 https://www.worldnuclearreport.org/The-Annual-Reports

2 https://about.bnef.com/insights/clean-energy/new-energy-outlook/#overview

3 https://www.lazard.com/research-insights/levelized-cost-of-energyplus-lcoeplus/

4 https://www.ise.fraunhofer.de/en.html

5 https://ember-energy.org/latest-insights/how-cheap-is-battery-storage/

6 https://www.solarpowereurope.org/insights/outlooks/eu-solar-market-outlook-2025-2030

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