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il manifesto: L’energia nucleare oscurata dal sole e dal vento
https://ilmanifesto.it/lenergia-nucleare-oscurata-dal-sole-e-dal-vento
by Gianni Silvestrini [1] • 24 September 2025
Nel World Nuclear Industry Status Report (Wnisr) 2025, l’autorevole rapporto presentato per la prima volta in Italia lunedì 22 settembre, si evidenzia ancora una volta la divaricazione tra la forte accelerazione delle rinnovabili, cresciute a livello mondiale di 858 TWh nel 2024, e la strada incerta dal nucleare che ha visto lo scorso anno un incremento di 69 TWh. Peraltro, come si legge nel rapporto, nel mese di giugno 2025 la produzione elettrica del solare e dell’eolico è stata doppia rispetto a quella del nucleare. Insomma, le prospettive indicano una rapidissima crescita delle rinnovabili e dei sistemi di accumulo, a fronte di un nucleare con una produzione elettrica bloccata da una ventina di anni, alla ricerca di nuove soluzioni ma destinato ad un ruolo limitato al 2050.
COME AVEVA GIÀ DICHIARATO nel Wnisr del 2017 David Freeman “Il rapporto chiarisce, con dovizia di particolari, che il dibattito è concluso. L’energia nucleare è stata eclissata dal sole e dal vento. Queste fonti rinnovabili e gratuite non sono più un sogno o una proiezione, ma una realtà che sta sostituendo il nucleare come scelta preferenziale per le nuove centrali elettriche in tutto il mondo”. Considerando che la produzione mondiale fotovoltaica ed eolica nel 2024 è stata oltre cinque volte superiore rispetto a quella cui faceva riferimento l’autorevole manager di aziende e autorità energetiche statunitensi, mentre il contributo del nucleare è rimasto stazionario, l’affermazione “l’energia nucleare è stata eclissata dal sole e dal vento” risulta ancora più evidente.
NEL 2023, 26 ANNI DOPO LA FIRMA del protocollo di Kyoto del 1997, a fronte di un consumo di energia primaria aumentato del 56% l’energia solare ed eolica è passata da zero al 5,6%, mentre il nucleare era sceso dal 5,8 al 3,7% con una produzione stagnante. Parliamo qui di energia primaria; riferendosi invece alla elettricità generata su scala mondiale, nel 2024 le rinnovabili hanno garantito il 32% a fronte del 9% del nucleare.
SECONDO MYCLE SCHNEIDER, coordinatore e editore del Wnisr “Esiste un divario preoccupante, ampio e sempre più profondo, tra la percezione pubblica e la realtà industriale, quando si parla dell’energia nucleare. Mentre molti Paesi annunciano politiche e ingenti finanziamenti provenienti da tasse e imposte, il numero di Paesi che gestiscono e costruiscono centrali nucleari si è in realtà ridotto. L’energia nucleare è diventata irrilevante nel mercato globale delle tecnologie di generazione di energia elettrica, dominato da solare ed eolico, sempre più integrati dalle batterie”.
VENENDO ALL’ITALIA, SI SENTE DIRE che “da un lato c’è chi intende difendere il pianeta, dall’altro chi mette in primo piano le ragioni dell’economia e considera le politiche climatiche europee una delle cause della progressiva perdita di competitività”. Una affermazione priva di fondamento che si sente sempre più spesso, utilizzata da chi punta a frenare la crescita della mobilità elettrica e anche quella delle rinnovabili. Al contrario, dobbiamo denunciare il colpevole ritardo dell’Europa e dell’Italia nel mondo dell’auto elettrica a fronte di una Cina dove nel 2025 le vendite delle auto a combustione interna sono decisamente sotto il 50%.
Le prospettive rinnovabili sarebbero positive anche in Italia, se non ci fossero ostacoli governativi e boicottaggi a livello locale SULLE RINNOVABILI CI DIFENDIAMO meglio. Oggi abbiamo in Italia oltre 2 milioni di impianti fotovoltaici per 40 GW e fra cinque anni, secondo il Piano nazionale energia e clima, dovremmo arrivare a 79-80 GW con una produzione annua di 100 TWh, accanto ad una forte crescita anche dell’eolico.
LE PROSPETTIVE DELLE RINNOVABILI sembrerebbero dunque interessanti anche in Italia, se non ci fossero ostacoli a livello governativo (blocco fotovoltaico in terreni agricoli) e regionali (clamoroso lo stop della Sardegna), oltre ad opposizioni locali che arrivano a gesti vandalici nei confronti degli impianti in costruzione. In questo contesto, si riaffaccia nel nostro paese l’illusione nucleare, con il disegno di legge sul “nucleare sostenibile”, approvato il 28 febbraio 2025 e i tentativi di creare una filiera industriale.
IL CASO PIÙ INTERESSANTE È QUELLO di una startup innovativa Newcleo, fondata nel 2021 da Stefano Buono che punta allo sviluppo di Small Modular Reactor di quarta generazione raffreddati a piombo (Lead-cooled Fast Reactors). Una esperienza partita quindi con grandi ambizioni, ma che si sta scontrando con forti difficoltà economiche. I revisori contabili di PWC hanno infatti sottolineato una “sostanziale incertezza” sulla continuità aziendale, legata a una cassa che si svuota al ritmo di 13 milioni di euro al mese e a perdite raddoppiate a 110 milioni nel 2024. Per tentare di arginare la situazione, è stato deciso di ridurre le assunzioni e tagliare alcuni investimenti. Tra gli esperti del settore serpeggia però scetticismo sui costi e sui tempi promessi da Newcleo, giudicati fin troppo ottimistici persino rispetto a tecnologie nucleari più consolidate come il nucleare di terza generazione avanzata raffreddato ad acqua.
TORNANDO AD UNA BREVE PANORAMICA della situazione internazionale, troviamo lanciatissima la Cina con 58 reattori operativi per 61 GW, terza al mondo dopo Usa e Francia, e 23 in costruzione. Pechino, che vuole rapidamente uscire dalla dipendenza dal carbone, corre con il nucleare, ma ancor più sulle rinnovabili e ha conquistato già nel 2024 gli obiettivi 2030 per il solare e l’eolico. La Cina è insomma diventata una superpotenza delle energie pulite sia nella costruzione delle tecnologie, che nelle esportazioni e nelle installazioni.
TORNANDO AL NUCLEARE, in particolare in questa fase di forti tensioni internazionali, non possiamo dimenticare un altro aspetto delle sue connessioni con l’aspetto bellico, sottolineate chiaramente dal Presidente francese Emmanuel Macron: “senza nucleare civile, niente nucleare militare; senza nucleare militare, niente nucleare civile“.
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[1] L’autore è direttore scientifico di Kyoto Club, QualEnergia, KeyEnergy, Resp. Master Ridef Politecnico Milano, Presidente Exalto