23 September 2025

Corriere della Sera (Italy)

Costi in calo e progresso tecnologico: la produzione di elettricità da eolico e fotovoltaico supera quella da nucleare di oltre il 70% in tutto il mondo

Il 2024 ha visto un’accelerazione senza precedenti nell’espansione della capacità di energia solare e delle batterie, trainata da un continuo e significativo calo dei costi. Nel giugno 2025 la produzione di elettricità solare ha superato quella nucleare di un quinto. Con la rapida evoluzione dei mercati energetici, continua il lento declino del ruolo dell’energia nucleare nella produzione di elettricità. Queste le conclusioni del World Nuclear Industry Status Report, Wnir 2025. La relazione fornisce una panoramica completa dei dati delle centrali nucleari, comprese informazioni su età, funzionamento, produzione, costruzione e smantellamento dei reattori, e approfondisce le sfide dell’integrazione dell’energia nucleare nel sistema energetico, analizza la compatibilità dell’energia nucleare con i moderni sistemi elettrici basati sulle fonti rinnovabili comparando queste con l’energia nucleare.
Source : Corriere della Sera: Costi in calo e progresso tecnologico: la produzione di elettricità da eolico e fotovoltaico supera quella da nucleare di oltre il 70% in tutto il mondo https://www.corriere.it/pianeta2030/25_settembre_22/costi-calo-progresso-tecnologico-produzione-elettricita-eolico-fotovoltaico-supera-quella-nucleare-oltre-

by Patrizia Varone • 22 September 2025

Nel 2024, la produzione di elettricità da fonti rinnovabili, in particolare solare ed eolica, ha superato quella nucleare in maniera esponenziale. Il World Nuclear Industry Status Report 2025 evidenzia un’accelerazione nella crescita delle rinnovabili, sostenuta da un significativo calo dei costi. Al contrario, il settore nucleare affronta sfide crescenti, con tempi di realizzazione più lunghi e costi per MWh più elevati. La Cina rappresenta il 40% della produzione globale di energia rinnovabile. Le prospettive vedono il nucleare destinato a un ruolo limitato fino al 2050

Il Report, è stato presentato in un appuntamento di rilievo internazionale che ha riunito esperti e rappresentanti del mondo scientifico e associativo da tutto il mondo. L’evento coorganizzato in Italia dal Kyoto Club, dall’Ufficio federale tedesco per la sicurezza della gestione dei rifiuti nucleari, Base, dalla Friedrich-Ebert-Stiftung e dalla Heinrich-Böll-Stiftung presso Spazio Europa a Roma e della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, ha evidenziato i risultati del Report, che, per la prima volta, valuta a fondo le molteplici sfide legate all’integrazione dell’energia nucleare nel sistema energetico, in un contesto in rapida evoluzione. «In un settore come quello energetico, dove la trasparenza spesso lascia il posto agli interessi economici, è fondamentale avere voci indipendenti che analizzino con rigore dati e cifre dell’industria nucleare a livello mondiale», ha sottolineato Benjamin Fishman della Fondazione Heinrich-Böll, «In Fondazione sosteniamo questo lavoro instancabile e meticoloso da quasi 15 anni, ed è oggi più che mai importante portare queste voci anche in Italia, dove da anni alcuni gruppi di interesse cercano di riaprire un dibattito che era stato chiuso».

Crescita delle rinnovabili

Entrando nel dettaglio del documento, quando si parla di integrazione del nucleare nel sistema energetico, si osservano le implicazioni sistemiche delle differenze fondamentali tra la fissione nucleare e le tecnologie delle energie rinnovabili con i rispettivi ruoli all’interno del sistema complessivo di approvvigionamento e consumo energetico. Il calo dei costi non sovvenzionati osservato nel fotovoltaico, nelle batterie e nell’elettronica di potenza nell’ultimo decennio non ha eguali nella storia delle tecnologie energetiche, determinando a una spettacolare accelerazione della loro diffusione. Le nuove tecnologie energetiche stanno cambiando radicalmente la logica del sistema, in quanto il prezzo reale dei moduli solari è diminuito del 99,6% tra il 1976 e il 2019. L’efficienza di conversione dalla radiazione solare in elettricità è attualmente di circa il 20% e le prossime tecnologie di massa raggiungono il 35% in laboratorio. I guadagni di efficienza dovuti ai progressi nella ricerca sui materiali basata sulla nanoscienza sono il principale motore della riduzione dei costi dell’elettricità solare. E si prevede che l’efficienza continuerà a migliorare considerevolmente.

Difficoltà del settore nucleare

Tra l’altro, i tempi di realizzazione molto più lunghi dell’energia nucleare e i costi per Mwh molto più elevati, rispetto alle fonti rinnovabili, significano che le nuove centrali nucleari risparmieranno meno emissioni per dollaro e per anno. L’ammodernamento e il potenziamento dei reattori esistenti sono possibili, ma costosi e di portata limitata. La potenza di un reattore nucleare può essere aumentata di poco più del 20%, mentre il ripotenziamento delle turbine eoliche ne raddoppia o triplica spesso la potenza. Per ragioni tecniche ed economiche, le centrali nucleari non forniscono il tipo di energia flessibile e programmabile in grado di colmare le lacune tra i picchi di energia solare ed eolica.

Riguardo al rapporto tra produzione di energia nucleare e di energia rinnovabile, nel 2024 nella maggior parte delle regioni, l’inflazione, l’aumento dei tassi di interesse, le crescenti incertezze politiche, la stagnazione normativa e il calo della fiducia degli investitori hanno creato un contesto più difficile per la transizione energetica. Nello stesso anno, il calo dei prezzi e i progressi nelle tecnologie chiave sono stati incoraggianti e hanno aperto nuove prospettive. Nei primi mesi del 2025, queste tendenze sono diventate ancora più marcate, infatti la produzione globale di energia solare ha superato per la prima volta la produzione mensile di energia nucleare. «Esiste un preoccupante e crescente divario tra la percezione pubblica e la realtà industriale, quando si parla di energia nucleare» ha dichiarato Mycle Schneider, coordinatore del Wnir 2025, «Mentre in molti Paesi vengono fatte dichiarazioni politiche e stanziati ingenti fondi pubblici, il numero di Stati che operano e costruiscono centrali nucleari è in realtà in diminuzione. L’energia nucleare è diventata irrilevante nel mercato globale delle tecnologie di generazione elettrica, ormai dominato da solare ed eolico, sempre più integrati dai sistemi di accumulo».

Un mercato globale

Per due decenni, gli investimenti globali nella produzione di energia rinnovabile hanno superato quelli nell’energia nucleare. Il dato più notevole nel 2024 è l’impennata registrata nei mercati minori come +81% in Asia-Pacifico, escluse Cina e India, +85% in Africa centrale e meridionale più Europa, escluse UE e Regno Unito, e + 167% nelle Americhe, esclusi Stati Uniti e Brasile.

Nel 2024, gli impianti eolici e solari hanno generato oltre il 70% di elettricità in più rispetto agli impianti nucleari. Con il drastico calo dei costi delle batterie, un numero crescente di famiglie, aziende, servizi, agricoltori, decide di aggiungere sistemi di accumulo al proprio impianto solare. Molti, soprattutto in alcuni Paesi asiatici e africani, non sono collegati alla rete. Ciò ha creato una certa incertezza statistica sulla reale portata della trasformazione in corso.

L’inversione in tutto il mondo

Nel 2024, la Cina ha rappresentato il 40% della produzione globale di energia solare e eolica, mentre la produzione nucleare cinese è cresciuta solo del 3,7%. A livello globale, la quota del nucleare nella produzione di energia è scesa al 4,5%. In Europa, l’eolico ha contribuito al 17% della produzione di energia elettrica, mentre il solare ha contribuito all’11%. In India la capacità solare è cresciuta del 33% tanto quanto l’eolica. L’energia solare ha generato 2,6 volte la produzione nucleare, mentre l’eolico ne ha prodotto il 56% in più rispetto alla flotta nucleare. Negli Stati Uniti, l’eolico e il solare si stanno avvicinando alla produzione stabile dell’energia nucleare. Il Texas, Stato petrolifero governato dai Repubblicani, è diventato l’epicentro della crescita delle batterie fisse.

Produzione di energia in Ue

Nell’Unione Europea nel 2024, l’eolico ha contribuito al 17%, alla produzione complessiva di energia elettrica, mentre il solare ha contribuito all’11%. La produzione di energia da combustibili fossili è scesa a poco più di quella di eolico e solare combinati. Il contributo dell’eolico e del solare, pari al 28%, alla produzione totale di elettricità non solo supera la quota del nucleare del 23%, ma è anche molto più elevato rispetto alla Cina o agli Stati Uniti. La produzione nucleare dell’Ue è un po’ aumentata su base annua, a causa del recupero del parco nucleare francese, vale a dire che, al di fuori della Francia, la produzione di energia nucleare è diminuita.

«Il rapporto Wnisr 2025», conclude Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club, «mette ancora una volta in evidenza il divario tra la forte accelerazione delle rinnovabili, a livello mondiale nel 2024, e l’andamento incerto del nucleare, che si è fermato. In sintesi, le prospettive indicano una rapida crescita delle rinnovabili e dei sistemi di accumulo, mentre il nucleare è alla ricerca di nuove soluzioni ma destinato a giocare un ruolo limitato fino al 2050».

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